New Year, New Trend?

24m

 

fincantieri

But are we really sure that the future of yachting is the oversizing of the yachts?

Nowadays the number of new buildings above 40 meters is higher than that of yachts between 20 and 30 meters loa: even the last product of Fincantieri reaches 140 meters in length!

But perhaps more length equals more possibilities? Let’s see: the number of possible “passengers” is the same (up to 12 by law), cruising areas are the same (with a few exceptions who venture in ocean crossings), the moorings for big boats are very few in proportion, the management of a megayacht involves an office with two to three people dedicated, the number of the crew is 4-6 times higher (on a 24-meter three people, on a 50 meters 12 crew members) and so on. ..

Undoubtedly spaces on board are greater extent, but in the same category: a lounge, a dining room, a kitchen, the same number of “passengers” = same number of cabins = same number of bathrooms, etc. ..

If we consider that, more often, the number of “passengers” aboard a megayacht not exceed 4 people: it will not be that greater length is equal to greater loneliness?

In the 70s and 80s the fashion of yachting was not swept and were few (and good) people who allowed themselves the luxury of enjoying a yacht (in the true sense of the word): see a yacht of 24 meters or more was rare and is not that at that time the “passengers” didn’t enjoy, indeed: the boat was completely and lived in joy (after all the yacht is used to make holidays), the management was very simple and entirely delegated to the Captain, true trusted person of the owner.

During the 90’s the phenomenon of “showing off” has become increasingly marked and yachts have been a prime example: the measures grew, daring architectural solutions often without any idea of seamanship up to the present day where you can sometimes see, often unfortunately, beautiful boats that do not sail at all or the most badly.

The segment between 20 and 30 meters was the most affected by the recent crisis with a slump in sales, perhaps lately “doped” by easy leasing; perhaps you could start from here and, with an eye to past mistakes, develop and educate a new type of “nautical user” seamanship-friendly and inclined to enjoy the holiday on board of “humane scale” yachts without giving anything anyway.

HAPPY NEW YEAR!

Anno nuovo, trend nuovo?

Ma siamo davvero sicuri che il futuro dello yachting è nel sovradimensionamento degli yachts?

Oggigiorno il numero di nuove costruzioni al di sopra dei 40 metri è superiore a quello di yachts compresi tra i 20 ed i 30 metri l.o.a.: addirittura l’ultimo prodotto di Fincantieri raggiunge i 140 metri di lunghezza!

Ma forse maggior lunghezza è uguale a maggiori possibilità? Vediamo: il numero dei possibili “passeggeri” è lo stesso (al massimo 12 per legge), le aree di crociera le stesse (a parte poche eccezioni che si avventurano in traversate oceaniche), i posti barca per barche grandi sono pochissimi in proporzione, la gestione di un megayacht comporta un ufficio di due-tre persone dedicato, il numero dei componenti l’equipaggio è 4-6 volte superiore (su un 24 metri 3 persone, su un 50 metri 12 membri d’equipaggio) e così via…

Indubbiamente gli spazi a bordo sono maggiori in misura, ma medesimi nella tipologia: un salone, una sala da pranzo, una cucina, stesso numero di “passeggeri”= stesso numero di cabine=stesso numero di bagni ecc..

Se poi consideriamo che, spesso e volentieri, il numero dei “passeggeri” a bordo di un megayacht non supera le 4 persone: non sarà che maggior lunghezza è uguale a maggior solitudine?

Negli anni ’70-’80 la moda dello yachting non era ancora dilagata ed erano poche (e buone) le persone che si permettevano il lusso di godersi uno yacht (nel vero senso della parola): vedere uno yacht di 24 metri o più era raro e non è che i “passeggeri” dell’epoca non si divertivano, anzi: la barca era vissuta interamente ed in allegria (dopotutto lo yacht è usato per fare vacanze), la gestione era molto più semplice e delegata interamente al Comandante, vera persona di fiducia dell’armatore.

Durante gli anni ’90 il fenomeno dello “showing off” ha preso sempre più piede e gli yachts ne sono stati un esempio lampante: le misure crescevano, soluzioni architettoniche azzardate spesso senza la minima idea marinaresca fino ad arrivare ai giorni nostri dove può capitare di vedere, spesso purtroppo, barche belle ma che non navigano per nulla o al più male.

Il segmento tra i 20 ed i 30 metri è stato quello più colpito dalla recente crisi con un crollo delle vendite, forse ultimamente “drogate” dai leasing facili; forse si potrebbe ripartire da qui e, con un occhio agli errori passati, sviluppare ed educare un nuovo tipo di “utente nautico” più vicino ad una mentalità marinaresca e propenso a godersi la vacanza a bordo di unità più “a misura d’uomo” senza rinunciare comunque a nulla.

BUON ANNO!

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